Previsto un meccanismo di segnalazione all’Agcom che diventa responsabile sia di intimare la rimozione immediata dei contenuti fake o alterati, sia di comminare le sanzioni amministrative

Siamo in campagna elettorale per il referendum e tra un anno saremo in campagna elettorale per le elezioni politiche. Eppure siamo indifesi dinanzi alle possibili incursioni dell’Intelligenza artificiale e, peggio ancora, alle intrusioni di stati stranieri che puntino a eterodirigere il risultato del voto condizionando l’opinione pubblica. Nasce da questa preoccupazione la proposta di legge presentata alla Camera dalla deputata del Pd Anna Ascani.

Oggi non esiste alcun deterrente contro la distorsione delle campagne elettorali per mezzo dell’Ai o di altri soggetti?

Esiste solo il reato di deepfake, ma non basta perché il processo penale ha i suoi tempi, assai più lunghi di una campagna elettorale, dunque non può essere efficace e non risolve il problema.

Cosa propone lei nella sua proposta di legge per arginare questo fenomeno?

Ho previsto un meccanismo di segnalazione all’Agcom che diventa responsabile sia di intimare la rimozione immediata dei contenuti fake o alterati, sia di comminare le sanzioni amministrative.

Chi potrebbe, secondo lei, interferire con la campagna elettorale?

La preoccupazione non è tanto per i singoli ma per la possibilità che potenze straniere entrino in campo distorcendo lo svolgimento regolare della campagna elettorale.

Cos’altro prevede la sua proposta di legge?

Un obbligo di trasparenza: i contenuti prodotti con l’Intelligenza artificiale devono essere riconoscibili come tali in modo da non ingannare gli utenti. Se non lo sono, c’è la possibilità di segnalare ciò all’Agcom la quale può comminare sanzioni.

Qual è l’elemento chiave che rende la proposta di legge incisiva?

La rapidità di intervento. Se un soggetto politico segnala all’Agcom un contenuto scorretto, questa può richiederne la rimozione entro 24 ore. In questo modo si riduce l’effetto distorsivo. Se invece dobbiamo aspettare che si inneschi un processo per deepfake, rischiamo che questo accada a voto già concluso.

Avete qualche segnale di apertura da parte della maggioranza?

I colleghi della maggioranza sono preoccupati come noi. Ma dal governo non è arrivato un segnale di dialogo, per ora solo emendamenti soppressivi che sono i classici strumenti per bloccare le proposte di legge dell’opposizione senza discutere.

Intervista di Mariolina Sesto è stata pubblicata su Il Sole 24Ore

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